Quasi tutti vanno a Trastevere per cenare, ed è giusto: il rione ha alcune delle strade più belle di Roma e una vita serale che il centro non ha. Ma chi arriva solo con la fame vede le trattorie e perde ciò che fa di Trastevere un luogo a parte: la storia di una sponda che non ha mai voluto essere centro.
Il nome racconta già la storia
Trastevere viene dal latino trans Tiberim, al di là del Tevere. Nella Roma antica la riva destra del fiume restava fuori dal cuore politico della città. Era la sponda degli stranieri, dei marinai e dei lavoratori che vivevano del porto fluviale, gente che arrivava da ogni angolo del Mediterraneo con le proprie lingue e i propri dèi. Fu lì, in una proprietà di Giulio Cesare, che Cleopatra soggiornò durante la sua permanenza a Roma: perfino la regina d'Egitto, in città, abitava dall'altra parte del fiume.
Una sponda diventata identità
Con i secoli, ciò che era periferia è diventato orgoglio. Gli abitanti di Trastevere hanno cominciato a considerarsi i romani più romani di tutti, e si sono dati un nome: noantri, noi altri, in dialetto. È un rione che si presenta come diverso dal resto della città, e che celebra ancora questa differenza con una festa tutta sua.
Questa identità spiega il paesaggio. Mentre il centro veniva ridisegnato da papi e re, con piazze monumentali e grandi strade, Trastevere ha conservato la scala del quartiere: vicoli stretti di sampietrini, case color ocra, panni stesi alle finestre, chiese antiche incastrate nella vita di ogni giorno. Alcune custodiscono tesori dell'arte medievale e barocca per cui molti attraversano l'oceano, senza sapere che sono lì.
La Roma che stava per scomparire
Dopo la grande piena del 1870, Roma cominciò a costruire gli alti muraglioni che oggi accompagnano il Tevere. L'opera protesse la città, ma cancellò l'antica riva, con le sue case affacciate sull'acqua. Il pittore Ettore Roesler Franz capì cosa si stava perdendo e passò anni a ritrarre ad acquerello questa Roma sul punto di sparire. Trastevere compare spesso nei suoi dipinti. Camminare oggi nel rione è camminare in ciò che è sopravvissuto.
Vedere più di quanto si veda da soli
Trastevere è il rione dove più si passa davanti alle cose senza vederle, perché la vita della strada attira lo sguardo. Nella passeggiata a Trastevere di Viaggio e Arte, a piedi e per gruppi da 1 a 6 persone, la guida mostra cosa nasconde ogni facciata e racconta le storie che il rione non scrive sulle targhe, al tuo ritmo.