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Isola Tiberina: l'isola a forma di nave di Roma

L'Isola Tiberina, in mezzo al Tevere: la leggenda delle origini, il serpente di Esculapio, il ponte romano più antico e una vocazione di cura.

Il Tevere e i resti di Ponte Rotto, accanto all'Isola Tiberina, dipinti da Gaspar van Wittel nel 1684.

In mezzo al Tevere, tra Trastevere e l'antico Ghetto ebraico, c'è un'isola piccola, allungata, con la forma di una barca. Molti la attraversano senza accorgersi di camminare in uno dei luoghi più carichi di storia di Roma, e in uno dei pochi dove la stessa vocazione riaffiora nei secoli.

Un'isola nata da una rivolta

Tito Livio racconta che, quando i romani cacciarono l'ultimo re, Tarquinio il Superbo, il raccolto di un campo della sua famiglia, consacrato a Marte, fu gettato nel fiume, perché nessuno osò servirsene. Con il fiume in secca, il grano si fermò sul fondo e, secondo la leggenda, lì si formò terra ferma. Mito o no, la storia dice qualcosa su come Roma vedeva l'isola: un pezzo di terra nato dalla fine della monarchia, quasi un territorio a parte dentro la città.

Il serpente di Esculapio

All'inizio del III secolo a.C., durante una pestilenza, Roma mandò a prendere a Epidauro, in Grecia, il culto di Esculapio, il dio della medicina. La tradizione racconta che il serpente sacro del dio saltò giù dalla nave che lo portava e nuotò fino all'isola, scegliendo da sé dove abitare. Lì fu eretto il tempio di Esculapio. Ovidio narra la scena nell'ultimo libro delle Metamorfosi, a chiusura di un intero poema sulle trasformazioni.

Più tardi, per ricordare la leggenda, i romani diedero all'isola l'aspetto della nave che aveva portato il dio, rivestendo una delle punte di pietra a forma di prua. Di quella prua restano tracce, con il bastone e il serpente di Esculapio, lo stesso simbolo che la medicina usa ancora oggi.

Il ponte più antico di Roma

L'isola è collegata alle sponde da due ponti di origine romana. Il più antico, il Ponte Fabricio, fu costruito nel 62 a.C. ed è ancora in piedi e in uso, il ponte più antico di Roma giunto fino a noi nella forma originale. Attraversarlo significa camminare su un'opera che esisteva già quando Giulio Cesare era ancora vivo.

Una vocazione che ritorna

Sulle rovine del tempio, l'imperatore Ottone III fece erigere, intorno all'anno 1000, una chiesa oggi dedicata a San Bartolomeo. E sulla stessa isola funziona, dal XVI secolo, l'ospedale dei frati di San Giovanni di Dio, i Fatebenefratelli. L'isola dove i romani andavano a chiedere la guarigione a Esculapio è tornata a essere un luogo di cura: sono cambiati gli dèi, i nomi e la medicina, e lei continua a prendersi cura di chi arriva malato.

Vedere più di quanto si veda da soli

L'isola è attaccata a Trastevere, il rione al di là del Tevere, ed è di esso che fa parte nella memoria di Roma. Per capire questa sponda del fiume con qualcuno che racconta cosa custodisce ogni pietra, Viaggio e Arte propone la passeggiata a Trastevere, a piedi e per gruppi da 1 a 6 persone.

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